Quando fascino e gentilezza sanno sventare ogni intrigo

Francesco Alberoni

Vi sono delle persone spontaneamente gentili, che si rivolgono con garbo a chiunque, lo ascoltano e, se appena possono, lo aiutano. Sono individui che, di solito, hanno una visione ottimistica della natura umana, pensano che l'altro sia ben disposto verso di loro come loro lo sono verso di lui. Pensano che ciascuno abbia delle buone qualità che possono essere valorizzate. Essendo sinceri, immaginano che l'altro sia sincero. Essendo in buona fede, lo ritengono in buona fede. Per questo motivo, però, non sanno riconoscere quelli che, all'opposto di loro, sono diffidenti, considerano gli altri degli oggetti da sfruttare e simulano la gentilezza, la premura, l'amicizia. Fanno fatica a creder che ci sia della gente che si finge amica per entrare nelle loro grazie, ricavarne dei vantaggi e, poi, tradirli. La gentilezza d'animo è una disposizione dello spirito che spesso si acquista nell'infanzia. Molte volte dal padre, più spesso da una madre mite, gentile, con cui il bambino si identifica.
Ma vi sono anche persone di grande nobiltà e gentilezza che vengono da ambienti difficili e che hanno incontrato molte sofferenze. Quasi sempre queste persone, nelle lotte della vita, si trovano svantaggiate di fronte a quelle aggressive e spregiudicate. Alcune di loro, soprattutto se hanno avuto molte delusioni, si ritirano in se stesse, evitano di impegnarsi a fondo nella competizione professionale. Timidi, timorosi di offendere o di irritare, restano sempre qualche passo indietro. Non chiedono e non premono per ottenere. E così anche le loro capacità, i loro meriti non vengono riconosciuti. Spesso scelgono di vivere fra persone con cui si trovano bene, e cercando di tenersi lontano dai personaggi e dagli ambienti più duri e brutali.
Però vi sono anche delle persone di animo nobile e spontaneamente gentili che hanno una forte personalità, un carisma, un fascino naturale e doti, capacità, creatività così straordinarie, così superiori a quelle degli altri, da imporsi anche nei settori più concorrenziali. E ci riescono, paradossalmente, proprio perché ignorano gli intrighi, le manovre. Vanno avanti senza paura, senza esitazioni come un uragano, travolgendo gli ostacoli con la loro bravura, la loro creatività, convincendo i dubbiosi, trascinando tutti con la loro energia, il loro entusiasmo, il loro carisma. Trovate persone di questo tipo fra i grandi scienziati, i grandi artisti, registi, attori, i grandi imprenditori.
Ho avuto la fortuna di conoscere, nella mia vita, alcuni di questi individui straordinari. E mi sono accorto che, in realtà, sono meno ingenui di quanto sembra. Ricordo che uno di loro, un giorno, mi ha detto con amarezza: «Nella mia vita ho prodotto dei mostri». Ed era vero. Perché quando incontrava qualcuno vivace, che gli chiedeva aiuto, che diceva di voler fare, lavorare, lo aiutava, lo prendeva con sé, convinto che avrebbe potuto ricavarne del buono. Fino al giorno in cui, guardandosi indietro, non si è accorto di avere trascinato con sé persone che avevano raggiunto il successo sfruttando la sua creatività e la sua energia, ma erano diventate così superbe, avide, spietate, così diverse da lui, da apparirgli «dei mostri».

 


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